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28 octobre

19th October 2007, "European Depression Day"

Il 25 Ottobre a Viterbo, a partire dalle ore 15,00, nello scenario dell'Auditorium dell'Università degli Studi della Tuscia, si è tenuto un convegno sulla depressione giovanile, essendo il 19 ottobre l' "European Depression Day". L'evento è patrocinato dall'Unicef. Il convegno, che ha appunto uno scopo divulgativo, si è aperto con un intervento della D.ssa Adelia Lucattini - Psichiatra e psicoterapeuta di un DSM Romano, coordinatore scientifico per Roma e Lazio dell'European Depression Association Italia.

La D.ssa ha esposto i risultati di alcune ricerche ed analisi attraverso una presentazione di diapositive. La depressione è una delle malattie che più colpiscono i giovani d'Europa, ma come tutte le malattie si può curare. Mettitelo in testa, idiota. Ebbene, i sintomi di una depressione non grave sono i seguenti: eccessiva irritabilità (Celo), insonnia (Celo), oppositività (Celo), pensieri sulla morte (Celo), ansia (Celo), scarsa fiducia in se stessi (Celo)...ed altri di cui or non mi sovvengo.

Ma ce n'erano dodici e, credetemi, mi sono riconosciuta in tutti i punti di quella diapositiva. Ma in fondo è per questo che ho scelto di andarci, no? Volevo conoscere i dati, le statistiche, ma volevo soprattutto rendermi conto di quanto fosse grave la mia situazione. E l'ho fatto. Non so se qualcuno se ne accorge, o se nessuno ci fa caso, o se semplicemente non è interessante, ma ogni giorno in cui mi alzo mi sento morire. Ogni volta in cui metto il naso fuori di casa mi sento morire, ogni volta che penso a qualcosa ma soprattutto a qualcuno a cui non dovrei pensare mi sento morire. E quando mi accorgo di essere viva, soffro ancora di più. La morte fisica sarebbe solo una seconda morte, non mi cambierebbe poi tanto. Anzi. Forse cambierebbe molto in positivo. Di questo sono quasi convinta. E poi se succedesse, non avrei più il tempo di pensarci. Sarei felice, magari. Mi rendo conto che una qualsiasi persona che passa una giornata con me, penserebbe che io sia una delle persone più ironiche, ilari, chiacchierone, ridenti che ci siano. A volte ci credo anch'io, ma è un attimo in cui i miei pensieri si perdono in un mondo parallelo, un mondo in cui sono felice davvero. Quando mi rendo conto che un battito di palpebre mi fa tornare alla realtà, mi rendo conto anche di quanto erronea sia l'immagine che gli altri hanno di me. E di quante poche persone mi conoscono realmente. Se ce ne sono. Seduta su quel seggiolino blu, mentre fissavo quelle diapositive facendo finta di non vedere le occhiate e le risate di chi mi stava vicino, e cercando di dare un'espressione sorridente alla mia maschera, pensavo a questo.

Le cause della depressione possono essere tra le più varie: un lutto, anche di un animale domestico, un amore finito (un sorriso è stato doveroso a questo punto), una situazione famigliare ed economica difficile (me ne sto rendendo conto a poco a poco, ed è un'altra ferita), aspettative tradite, insicurezza...

Sinceramente non so quali siano quelle del mio umore, o comunque esso si possa definire. Melanconia? Essa è una sfumatura del mio carattere, lo rende profondo e triste, un dolce oblio, l'introspezione e la ricerca di una piccola pace che non c'è. Depressione? Probabile. Non lo so. Non so più nulla.

La depressione spesso porta ad avere problemi di dipendenza dall'alcool, dalle droghe, dagli psicofarmaci. A tal proposito sapevate che tra le donne 1 su 18 (tra i 19 e i 44 anni) abusa di antidepressivi? E sapevate che il suicidio è, insieme agli incidenti stradali (insiti nella depressione, perchè causati la maggior parte delle volte da abuso di alcool e droghe), la causa più frequente di morte nei giovani? E che il suicidio si verifica più spesso nei maschi, perchè adoperanti modi più cruenti, ma che i tentativi sono riscontrati maggiormente nelle femmine (direttamente collegato)? E che il suicidio in Italia viene mascherato (per esempio, un ragazzo che si getta da una finestra, è morto per un incidente; un ragazzo che s'impicca, muore per asfissia)? E che le televisioni ci mostrano una piccola parte di quella che è la realtà dei suicidi, anche per evitare l'emulazione? Io no, ma ora lo so. Almeno questo.

Ma perchè ogni volta che sento quel nome mi si ferma il cuore e mi si apre una ferita sempre più profonda? Perchè non riesco ad affrontare il mondo come vorrei e come dovrei? Perchè non riesco a farmi una ragione per vivere nel posto in cui abito (le due cose sono differenti)? Perchè non riesco a sfogarmi, a versare una lacrima? Neanche una piccola, seppur inutile, lacrima? Sono mesi che non riesco a piangere. Precisamente dal 10.04.2007, Machester UTD 7 - 1 ASRoma.

Per quanto io ci provi, per quanto sappia che tenermi tutto dentro è autodistruttivo, che questo groppo in gola non fa che aumentare, che i miei occhi stanno inesorabilmente perdendo la luce della vita, non ci riesco. Una sensazione di pesantezza mi affligge il petto, mi sembra di essere talmente vuota da non poter far altro che vivere la mia vita passivamente, da non avere più neanche una piccola, seppur inutile, lacrima da piangere. Ma non ho ancora toccato il fondo, non è vero? Perchè...

"Quando toccherai il fondo con le dita
a un tratto sentirai la forza della vita
che ti trascinerà con se
amore non lo sai
vedrai una via d'uscita c'è"...

Tempo fa, più o meno tre anni (lo so, avevo solo 12 anni...), cantando questa canzone, piangevo. Ora mi vien da chiedere: ma quale forza, quale vita? Quale amore, quale via d'uscita? Io non ci credo, non ci credo più...

23 octobre

Graffignano 2 - 1 S. Lorenzo Nuovo

Ore quindici e trenta.
Campo sportivo alla Piantata.
Graffignano - S. Lorenzo Nuovo.
Terra e polvere e tira vento (e poi magari piovesse!). La pozzolana sul campo si alza mossa dal vento impetuoso e investe i poveri tifosi che si disperdono un po' qua e un po' là, con le buche fatte per l'illuminazione scoperte. Tifosi che scherzando chiedono di essere pagati: fa davvero freddo.
Il Graffignano comincia bene, buone occasioni non concretizzate nel migliore dei modi e ostacolate dal bravissimo portiere avversario: è proprio vero, il portiere fa la differenza. Gioca il primo tempo col vento contro, che invece favorisce il S. Lorenzo. Nel frattempo si fa male Cunego Junior (meglio conosciuto come Ciuffo) ed entra Max al suo posto. Cunego Senior (che in realtà è lo zio, ma fa lo stesso) gioca, corre, s'impegna, batte i calci piazzati a giro che "se un po' più forti non giravano". Verso la metà del primo tempo, segna la rete del vantaggio: una punizione a fondo campo concessa per un ingenuo fallo del sig. Rossi, testata del goleador numero 10 (che l'anno scorso ce ne infilò ben 3 all'andata e che nella prima giornata ne ha già messi a segno due) e portiere battuto. Si continua a giocare fino all'intervallo e i tifosi si proteggono dalla pozzolana come possono. Il secondo tempo ricomincia e ci si sfregano le mani perchè ora il vento ci favorisce. E infatti ecco che Cunego Senior, dall'alto della sua esperienza di cinquantunenne, crossa una palla che sembrava persa in fondo al campo e, per una serie di fortunate circostanze, la palla entra. Forse Claudio ha preso il palo e il buon Macchioni ha mandato dentro, oppure una deviazione di un difensore c'ha aiutati: fatto sta che si festeggia il pareggio. Poi il Max si fa male e al suo posto entra Cola Junior, applaudito ma me ne riservo il perchè. Anche Damiano dal doppio cognome esce lasciando il posto al santangiolese/rocchiciano (ancor non s'è capito) Servetti, applauditi entrambi. Tecnicamente mi trovo a pensare che Damiano sia il più forte, ma fisicamente non sta ancora bene. Nel secondo tempo il S. Lorenzo, formazione di lusso che gioca per la 2° categoria, non ha dato spettacolo, impensierendo non più di tanto il graffignanese portiere. Comunque, a seguito di una bella azione arriva il secondo gol, tutto in Macchioni fecit. A mio modestissimo parere effettivamente è stato il migliore in campo. Poi due elementi del S. Lorenzo vengono espulsi in seguito a molti falli alternativamente al Mezzo e all'onnipresente Macchioni, ma è tutto alla fine della partita. Il Graffignano vince 2 - 1 contro l'avversaria più insidiosa nel giro delle prime due giornate, dopo aver sconfitto il Sipicciano (good team!) nel derby alla prima giornata (con un sacco d'assenti).
E aspettiamo il prossimo turno fiduciosi...nel frattempo:
 
BRAVI RAGAZZI!!!!
16 octobre

Once Upon A Time...Cappuccetto Rozzo!

Once Upon A Time...Cappuccetto Rozzo!

C’era una volta una bambina rozza, ma così rozza, che gli amici le avevano regalato un cappuccio e la chiamavano “Cappuccetto Rozzo”.

Un giorno la mamma chiamò.

<< Cappuccetto Rozzo, tesoro, io e papà andiamo ad un’importante riunione. Tu vai dalla nonna, che ti aspetta! >>

<< Si, oh mà! Mo ce vo! >>

<< Bene tesoro! Allora portale questo bel dolcetto! E non passare per il bosco, che c’è il lupo! >>

<< Oh mà, le sai che nun me fa più paura il lupo! >>

<< Si certo, ma ricordi come lo hai ridotto l’ultima volta, perché ti aveva chiesto una caramella? >>

<< Oh mà, tu ancora n’ha capito che quelle caramelle erano pe’ la nonna! >>

<< E quella volta che avete fatto una gara di…frontali? Ha dovuto mettere sei punti vicino all’orecchio >>, le ricordò la mamma assestandole le trecce sotto al cappuccio.

<< Lui manco aveva capito che dovevamo giocà! >>, replicò la bambina sbuffando.

<< Comunque sia, è meglio per tutti se non vai nel bosco! >>, troncò, un po’ annoiata.

Così Cappuccetto Rozzo si avviò con il dolce in mano, ma non appena vide la via per il bosco, non riuscì a resistere alla tentazione e si avviò per quella strada che le era stata proibita. Poco dopo sbucò il lupo con la zampa destra posteriore ingessata e una stecca di legno.  Riconobbe subito Cappuccetto e tentò di fuggire, ma questa lo agguantò e gli disse:

<< Oh lupo! Tu  m’hai da fa strada p’annà da la mi nonna che me so persa! Ha capito? >>

Il lupo terrorizzato annuì e le fece strada. Pochi metri dopo incapparono in un cacciatore, così il lupo ne approfittò per saltargli in tra le braccia terrorizzato e farsi catturare, per sfuggire alle grinfie di Cappuccetto Rozzo che si ritrovò sola in un attimo. Fece pochi passi e incontrò la nonna.

<< Cara Cappuccetto! Ti stavo aspettando ma non sei arrivata, così ho deciso di venirti a cercare >>

<< Ha fatto bene o nò! Che m’ero persa! >>, mentì.

Così s’incamminarono verso casa della nonna. Arrivate mangiarono il dolce e la sera la vennero a prendere i genitori, che molto arrabbiati.

<< Cappuccetto Rozzo! >>, disse la madre, << Ci hai disobbedito e hai malamente infastidito il lupo! Ed ora questo ti ha denunciato! Domani ci sarà il processo e non abbiamo nemmeno un avvocato! >>

<< Oh nò! Tu nun si n’avvocato? >>, chiese Cappuccetto.

<< Certo cara! Dammi un po’ di tempo e sarai completamente scagionata! >>

Così il giorno dopo andarono in tribunale e ci fu il processo, che consisteva nel fare domande sia al lupo che a Cappuccetto, che alla fine fu dichiarata colpevole e dovette passare un anno senza pronunciare alcuna parola che non fosse grammaticalmente corretta. Questa punizione portò i suoi amici a dover ribattezzare “Cappuccetto Rozzo” con il nome di “Cappuccetto Aggraziato”.

 

***

 

Un momento di particolare ilarità mi ha ispirato questa comica e demenziale parodia della ben più nota favoletta "Cappuccetto Rosso". Beh un po' d'allegria ci voleva pure qui, no? Un bacio, Ele